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Oltre 300 tra professionisti d’azienda, startupper e giovani talenti, riuniti per visionare progetti innovativi e parlare di impatto
Carosello
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La Celebration 2024 ha premiato i migliori progetti innovativi di corporate e startup. E individuato alcune linee guida per nuovi piani di innovazione.

Oltre 300 tra professionisti d’azienda, startupper e giovani talenti, riuniti per visionare progetti innovativi e parlare di impatto. Perché “Innovation to impact” non è soltanto il claim di Open Italy. È un modello di lavoro che dà concretezza a diversi parametri spesso invisibili dell’innovazione: dal valore del capitale relazionale, alla ricaduta dei progetti sulla comunità e l’ambiente.

“In sette anni di Open Italy abbiamo prodotto una community di esperti di innovazione che ha un valore che non può essere ignorato – ha commentato Luciano De Propris, Head of Open Innovation & Sustainability ELIS Innovation Hub – Abbiamo raccolto oltre 500 bisogni di innovazione e li abbiamo riuniti in un’unica piattaforma. In questo modo un intero ecosistema può visionare rapidamente ciò di cui ha più bisogno”.

La metrica di impatto tiene conto della disponibilità di informazioni condivise e della predisposizione di un progetto alla scalabilità. Ma anche dell’intra e l’intergenerazionalità garantite da corporate e startup.

Calcolando i diversi fattori è possibile valutare lo SROI (Social Return On Investiment) di un progetto di innovazione: un parametro che testimonia il valore per la community creato a fronte di ogni euro investito. E che ha accompagnato tutti i progetti presentati durante la Celebration 2024 di Open Italy.

Quale futuro per l'AI generativa?

Parole come machine learning, large language models e intelligenza artificiale generativa stanno sempre più entrando nel linguaggio comune. E sono presenze fisse sui tavoli di lavoro delle corporate e le startup dell’ecosistema Open Italy. Ma in che modo le nuove tecnologie possono impattare sul lavoro delle aziende?

La Celebration 2024 di Open Italy ha ospitato Paul MchDonagh-Smith, Senior Lecture MIT Sloan School of Management, che ha costruito il suo speech fissando tre step fondamentali in relazione all’AI: “Esplorare, per determinare il valore potenziale e l’impatto della tecnologia. Sperimentare, per efficientare i processi. E infine fare evolvere le aziende, attuando le soluzioni più adatte alle loro esigenze”.

“Come ELIS Innovation Hub cerchiamo di accelerare i processi di trasformazione – ha commentato il Managing Director Luigi de Costanzo – Condividendo le esperienze fatte dalle oltre 120 aziende del nostro Consorzio e cercando traiettorie comuni, per avvalerci dell’intelligenza collaborativa e liberare il potenziale creativo”.

L’organizzazione di una tavola rotonda con ACI Informatica, Assicurazioni Generali, Autostrade per l’Italia, Bridgestone, IGT, Microsoft e WindTre è stata un perfetto esempio di dialogo tra stakeholder: per individuare bisogni comuni, ma anche per ragionare su tecnologie, strumenti e modelli che potrebbero venire condivisi.

Includere, innovare, generare impatto

L’innovazione a impatto è un paradigma che sta venendo sposato sempre di più, in Italia e all’estero. A partire dalle grandi corporate, fino ad arrivare alle PMI e le startup, in un’ottica di dialogo con nuovi stakeholder come fondazioni e no profit.

L’intervento alla Celebration 2024 di Open Italy di Elena Goitini, Amministratore Delegato di BNL e Responsabile del Gruppo BNP Paribas in Italia, è ruotato attorno alle parole chiave “innovazione” e “impatto”. Ma si è soffermato anche sull’importanza dell’inclusione.

Elena Goitini è la Presidente di Semestre del Consorzio di Aziende ELIS e sta coordinando i lavori per il nuovo Progetto di Semestre “Includere per Crescere”: “Non vogliamo più crescere per includere, destinando parte della crescita a iniziative di charity – ha spiegato – Vogliamo cambiare paradigma e considerare l’inclusione un mezzo per crescere più velocemente”.

“Al binomio profitto-rischio storicamente al centro del nostro modo di fare impresa dobbiamo aggiungere la dimensione dell’impatto – ha aggiunto Goitini – Fare i conti con le scelte di impresa e la loro capacità di generare ricaduta sociale”.

Il Social Return On Investiment permette di quantificare la dimensione dell’impatto. E lo SROI complessivo della passata edizione di Open Italy è 3,30:1, corrispondenti a 3,30 euro di valore generato per 1 euro investito. Una cifra che aiuta a capire quanto i progetti di innovazione promossi da Open Italy uniscano la sostenibilità economica alla capacità di portare beneficio alla comunità.

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